Arte & Cultura

Musica, la band veronese “Da Quagga” ritorna con il concept disco “Bolla”

Per chiunque la pandemia e le restrizioni da essa scaturite hanno rappresentato un momento di rottura a livello psicologico. Il lockdown, la mancanza di socialità e l’impossibilità di dedicarsi ad attività che si amano, oltre ad essere stati fonte di forte stress, ci hanno costretto a fermarci e a riflettere su noi stessi, inducendosi – in taluni casi – a mettere in discussione la nostra visione della vita e degli affetti, ridefinendo obiettivi personali e priorità.

Tra coloro che più hanno sofferto a causa di questa situazione anomala vi sono senza dubbio gli artisti: fisiologicamente, infatti, chi si dedica all’arte – in qualunque sua forma – vive in una rapporto di simbiosi (o, per meglio dire, di osmosi) con il proprio pubblico, con i fruitori delle proprie opere. L’artista ha bisogno di libertà, di essere libero viaggiare, di sperimentare, di farsi “contaminare”, di essere in connessione con il mondo per ricevere stimoli che nutrano la sua creatività. Alla luce di ciò, appare quindi evidente che un periodo come quello che ci stiamo faticosamente lasciando alle spalle possa essere stato straniante per una persona chiamata ad immaginare, a creare, a comporre.

C’è anche chi, però, ha saputo trasformare una condizione di isolamento in una sorta di catarsi, scorgendo spunti interessanti da esplorare laddove altri – metaforicamente – vedevano solamente foglio bianco. È il caso, ad esempio, dei “Da Quagga”, un eclettico gruppo musicale veronese (formatosi nel 2017) decisamente “sui generis”, la cui particolarità consiste nel fondere funk, rock e rap, che recentemente ha pubblicato il brano “Acqua” (primo singolo estratto dall’album “Bolla”).

«Il video è ambientato in un Russia, in un paese di provincia, tra dei palazzi risalenti agli anni ‘70. Due fratelli vivono la vita tra corse frenetiche, gelosie immotivate e abbracci spontanei», spiegano i mebri della band, vale a dire Simone Fama (voce e autore dei testi), Marco Menegazzi (bassista), Maurizio Catania (batterista), Manuel Garbin (tastierista) e Giorgio Lanciai (sassofonista).

Il primo lavoro del “Da Quagga” è stato l’album “Istinto”; successivamente, la formazione viene selezionata per il concorso “Road to the main stage”, e si ritrova a suonare in halfplayback sul palco di Radio Italia. Durante la pandemia i “Da quagga” fanno uscire un ep dal titolo emblematico, “Parabola discendente di un gruppo indipendente”, con l’intento di rendere omaggio a tutte le band che non riusciranno mai ad emergere, sino ad arrivare – per l’appunto – alla registrazione e alla distribuzione di “Bolla”. Un lavoro, rispetto ai precedenti, contraddistinto da sonorità meno spensierate, che strizzano l’occhio al rock e al nu-soul.

«”Ne usciremo migliori”, dicevano. Nonn resta che ascoltare il disco per capire se il detto abbia funzionato, quanto meno per i “Da Quagga”», dichiarano all’unisono Fama, Menegazzi, Catania, Garbin e Lanciai.

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