Salute

Caso Aptuit, secondo i Servizi veterinari dell’Aulss 9 Scaligerà è tutto a norma

Nelle scorse settimane – per la precisione mercoledì 8 settembre – alcune persone appartenenti ad un gruppo animalista (Centopercentoanimalisti) si sono rese protagoniste di un blitz contro il centro sperimentale Aptuit di Verona, ubicata in via Fleming, per protestare contro l’arrivo di un furgone con all’interno venti cuccioli di beagle dell’età di circa quattro mesi. «Povere creature fatte nascere apposta per venir torturate in esperimenti che non hanno nulla di scientifico, nessuna utilità per gli umani, e anche se la avessero sono comunque immorali», si legge sul sito ufficiale di Centopercentoanimalisti. Qualche giorni più tardi, ovvero lunedì 13 settembre, gli attivisti hanno appeso degli striscioni in vari punti della città scaligera, attraverso i quali si chiedeva la liberazione dei cuccioli di cane. A ridosso della manifestazione in programma domenica 26 settembre, sulla vicenda è intervenuta anche l’Aulss 9 Scaligera.

«Fra i compiti dei Servizi veterinari dell’Aulss 9 Scaligera», scrive l’azienda socio sanitaria in un comunicato, «così come previsto dalla normativa nazionale ed europea vigente e dall’atto aziendale, rientrano interventi di ispezione e vigilanza presso gli stabulari delle strutture di ricerca farmaceutica presenti sul territorio provinciale, qual è la ditta Aptuit-Evotec, multinazionale tedesca con stabilimento a Verona».

«La normativa di riferimento», prosegue la nota, «dispone che i medici veterinari pubblici effettuino ispezioni settimanali presso tali aziende, finalizzate sia al controllo documentale-autorizzativo sia, in particolare, al rispetto delle condizioni di benessere degli animali ospitati. Gran parte di questo lavoro ispettivo è infatti orientato a esaminare le condizioni di stabulazione, con particolare attenzione alle esigenze etologiche e comportamentali delle diverse specie animali ospitate: spazi disponibili, arricchimenti ambientali, attività dinamiche offerte, l’alimentazione a disposizione. L’attività viene supervisionata da un’ispezione del ministero della Salute, che con cadenza annuale effettua un controllo complessivo su tutta l’azienda, sulle singole attività di ricerca regolarmente autorizzate, nonché sull’azione di vigilanza costante posta in essere dal Servizio veterinario dell’Ulss 9».

«L’esito di tutta questa attività di controllo – commenta Stefano Adami, direttore dei Servizi veterinari dell’Ulss 9 – consente di affermare che Aptuit-Evotec opera in piena corrispondenza con quanto disposto dalla normativa comunitaria e nazionale e manifesta la volontà di superare i requisiti minimi richiesti. L’azienda, infatti, aderisce a un protocollo volontario di certificazione, denominato Aaalac (Association for assessment and accreditation of laboratory animal care international), che promuove l’umanizzazione degli animali destinati ad attività di sperimentazione attraverso programmi di accreditamento e valutazione dell’intero processo di cura e mantenimento».

«La vigilanza permanente dell’autorità sanitaria locale, ossia dei medici veterinari dell’Ulss 9 che per titolo e competenza sono gli unici a potersi esprimere in materia di benessere animale, e del ministero, deve quindi essere motivo di garanzia e rassicurazione nei confronti di quella parte di opinione pubblica a cui stanno particolarmente a cuore le condizioni di vita e di custodia degli animali destinati alla ricerca scientifica ospitati presso la ditta veronese», conclude Adami.

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