Cronaca & Attualità

Bovolone, il Comune intitola due sale della biblioteca civica a Caterina Bressan e Michela Ferrari

Con la delibera di Giunta n. 158 del 9 dicembre 2021 è stato deciso di intitolare due sale della biblioteca comunale “Mario Donadoni” a due ragazze di Bovolone, Caterina Bressan e Michela Ferrari, e a tutte le vittime di violenza di genere.

La scelta è maturata per volontà dell’assessore alla Cultura Emanuele, De Santis, sia per motivi pratici sia per motivi simbolici. Le due sale individuate per l’intitolazione sono molto frequentate. La prima è la grande aula che, talvolta, è sede di eventi aperti al pubblico; la seconda, invece, è la sala più piccola al secondo piano, dove è stata collocata la “Palestra digitale” di Bovolone (quattro pc portatili e un videoproiettore con schermo) e che contiene il prezioso Fondo Donadoni. Le stanze non avevano una chiara connotazione, e ciò portava a incomprensioni soprattutto con l’utenza. Alla motivazione pratica, come detto in precedenza, si aggiungeva poi quella simbolica. «Come Amministrazione», spiega De Santis, «si vuole valorizzare le storie di due giovani del passato, e un’importante tematica sempre attuale, offrendole come esempi di vita alle ragazze e ai ragazzi che frequentano la biblioteca».

Caterina Bressan e Michela Ferrari sono state scelte per le loro storie personali e per l’importanza che hanno avuto per Bovolone. Caterina era una ragazza che, sin da piccola, ha mostrato il suo interesse per la cultura e la lettura al punto che a 8 anni, nel 1998, ha vinto l’edizione del Concorso Letterario di Poesia “Mario Donadoni” per la sua fascia d’età con una poesia da lei scritta. Aveva 16 anni quando, tornando da una prova del musical degli adolescenti svoltasi in parrocchia, è stata investita all’altezza del passaggio a livello di via Crosare. Michela era sposata da due anni e lavorava come tappezziera e presso l’ospedale “San Biagio” di Bovolone quando, come purtroppo capita ancora troppo spesso in Italia e nel resto del mondo, venne uccisa da un amico che le aveva chiesto un incontro. «Scegliere di intitolarle una sala, quindi, mostra la volontà dell’Amministrazione di volersi concretamente impegnare contro la violenza di genere e a supporto delle vittime», sottolinea il Comune.

Per questa iniziativa l’assessore alla Cultura ha chiesto, e trovato, la collaborazione del consigliere di minoranza Costantino Meo (Lega) e di Sofia Modenese (che, alle elezioni comunali dello scorso ottobre, era candidata tra le fila di “Bovolone nostra”, ndr). «Questa iniziativa, nata da una semplice idea e realizzata oltre le differenze della politica, permetterà agli utenti della biblioteca, soprattutto i più giovani, di riscoprire Caterina e Michela, di ricordarle per sempre e di non distrarsi mai davanti alla violenza di genere», afferma De Santis.

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