Cronaca & Attualità

Crescono gli studenti, Esu Verona punta sul Pnrr

Venerdì 25 febbraio il Consiglio di amministrazione di Esu Verona – l’ente che opera per garantire il diritto allo studio agli iscritti all’Università, all’Accademia di Belle arti e al Conservatorio di musica – ha approvato l’avviso pubblico per la ricerca di uno o più immobili, da acquistare e riqualificare da adibire a residenza per studenti universitari.

«Una necessità», sottolinea Esu, «emersa anche dall’ultima relazione annuale delle attività da noi svolte. Nel 2021 si è registrata una richiesta due volte superiore alla disponibilità garantita dalle nove strutture dell’ente, situate tra Veronetta, centro storico e Borgo Roma».

L’avviso licenziato venerdì scorso dal Cda segue di qualche giorno il bando pubblicato dal ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Pnrr per sostenere la residenzialità universitaria; i fondi messi a disposizione dell’intero territorio nazionale per l’acquisto di immobili, manutenzioni straordinarie, ristrutturazioni ed efficientamento energetico ammontano ad oltre 450 milioni di euro.

Lo scorso anno le domande di posti letto, a Verona, sono tornate a crescere con valori simili al 2019 (ovvero in periodo pre-Covid) ed Esu non riesce a far fronte alla richiesta. Per aiutare gli studenti è stato attivato da tempo anche un servizio aggiuntivo, denominato “Accommodation Esu”, con il quale si fa da tramite per individuare alloggi privati con posti letto e appartamenti in strutture private a canone di locazione calmierato, garantendo un servizio di assistenza comprensivo anche della stesura e registrazione del contratto.

L’avviso accoglierà manifestazioni di interesse da parte di privati ed enti pubblici che intendano vendere immobili in linea con i requisiti indicati nel documento, che per accedere al cofinanziamento, prevedono interventi per almeno quaranta posti alloggio.

«Esu garantisce l’accoglienza agli studenti con più meriti e meno mezzi», ricorda il presidente Claudio Valente. «L’Ateneo veronese», spiega, «è in crescita e vogliamo e dobbiamo rispondere aumentando l’offerta abitativa. I fondi del Pnrr sono un’occasione importante perché prevedono contributi cospicui, fino al 75% della spesa complessiva. Dalla pubblicazione del bando da parte del ministero, avvenuta il 16 febbraio, abbiamo novanta giorni di tempo per individuare un immobile e richiedere un cofinanziamento presentando un progetto di fattibilità. I tempi sono strettissimi, ma se dall’avviso che abbiamo pubblicato emergerà la disponibilità di immobili adatti, faremo tutto quanto nelle nostre possibilità per riuscire a parteciparvi».

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