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Il circolo Arci di Legnago lancia lo “Sportello techscouts”, che aiuterà le persone a risolvere i piccoli problemi con la tecnologia

L’impetuoso progresso tecnologico che il mondo ha conosciuto da un paio di decenni ad oggi ci permette di poter fare i piena autonomia cose che un tempo erano estremamente complesse, offrendoci la possibilità di consultare e utilizzare (spesso gratuitamente) una quantità di risorse praticamente sconfinata.

L’avvento di Internet e del web ha indubbiamente abbattuto parecchie barriere, ma l’evoluzione di cui è stata protagonista l’informatica – che non è più solo una disciplina scientifica che si rivolge ad una nicchia relativamente ristretta di individui, ma è diventata uno dei pilastri su cui si fonda la società odierna – ha anche creato non poche difficoltà a chi, per le ragioni più svariate (in primis l’età anagrafica), non ha conoscenze nel campo dell’hi-tech.

Trovare delle foto che sono improvvisamente “sparite” dal proprio telefono, collegare una stampante al pc o recuperare una password che ci si è dimenticati per alcuni possono sembrare operazioni semplici, ma per altri possono rappresentare degli ostacoli apparentemente insormontabili.

Allo scopo di dare un aiuto concreto a chi non è particolarmente ferrato con computer, tablet o smartphone è nato il servizio denominato “techscouts”, che viene organizzato dal circolo Arci di Legnago e che è stato presentato al pubblico venerdì 11 marzo.

«È un progetto ideato per la cittadinanza di Legnago e delle zone limitrofe, per aiutare quelle persone che sono rimaste indietro per quanto riguarda l’accelerata digitale che c’è stata in questi ultimi anni», esordisce la presidente del circolo Arci di Legnago, Claudia Bezzi. «In prima battuta», ricorda, «abbiamo elaborato un questionario e, sulla base dei dati raccolti, abbiamo sviluppato un corso che vuole essere una sorta di “manuale di sopravvivenza».

Claudia Bezzi spiega che l’Arci non voleva limitarsi a questo corso – che viene proposto ciclicamente e si compone di sei lezioni, della durata complessiva di nove ore – ma andare oltre, ideando per l’appunto uno sportello di assistenza completamente gratuito. Per fare ciò ha pensato di cercare dei volontari tra gli studenti degli istituti superiori, ovvero tra i cosiddetti “nativi digitali”.

Successivamente la parola è passata al consulente esterno Nereo Lanzoni, ovvero a colui che per primo ha immaginato lo “Sportello techscouts”. «L’idea di questo servizio nasce a marzo del 2020, subito dopo lo scoppio dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19», racconta, «Il lockdown ha fatto emergere delle questioni di fondamentale importanza. Chi padroneggiava la tecnologia, anche se era confinato in casa, poteva comunicare con figli, nipoti e amici, mentre chi non la sapeva usare era invece tagliato fuori. Attualmente si parla tanto di inclusione sociale; il progetto techscouts è un progetto di inclusione sociale concepito per fare in modo che nessuno rimanga indietro. Quello che sorgerà qui a Legnago sarà il primo “Sportello techscouts” in Italia».

«Chi ha bisogno di una consulenza chiama l’Arci di Legnago e fissa un appuntamento. Durante la telefonata gli verrà chiesto di cosa ha bisogno, in modo tale che poi i ragazzi, quando incontreranno gli utenti del servizio, sappiano già perché sono lì», sottolinea.

Gli incontri verranno filmati e poi inviati tramite WhatsApp, in modo tale che all’occorrenza possano essere rivisti, evitando così che ci si dimentichi delle istruzioni ricevute. Lo sportello sarà attivo nelle ore pomeridiane, al fine da risultare compatibile con gli impegni scolastici dei giovani volontari. Nel rispetto delle normative vigenti i techscouts non si occuperanno di problematiche che implicano la presenza di dati sensibili (come, ad esempio, quelle connesse a conti correnti bancari o a cartelle cliniche).

«Il progetto è stato finanziato dalla Regione del Veneto. Quando termineranno i fondi cercheremo di trovare altri bandi per riuscire a mantenere per più tempo possibile lo “Sportello techscouts”», assicura Claudia Bezzi.

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