Salute

Colonie feline, progetto dell’Aulss per l’anagrafe

La convivenza uomo-animale in area urbana, anche a causa del numero crescente di animali di affezione che popolano le nostre case, assume in misura sempre maggiore i contorni di un problema di salute pubblica, laddove gli animali domestici condividono con l’uomo habitat (suolo, aria, acqua…), stili di vita e spesso anche l’alimentazione. Così è anche per i gatti che vivono liberi nelle strade delle nostre città e pertanto risulta fondamentale, a tutela della salute umana, animale e ambientale (secondo il concetto di “one health”, una sola salute), intercettare eventuali cambiamenti e segnali che possono arrivare dalle colonie feline quali, ad esempio, l’aumento della mortalità, alterazioni dello stato di salute, o modifiche del comportamento proprio della specie.

Da questa semplice osservazione è nata una collaborazione, attraverso pubblicazione scientifica e webinar, fra il Servizio di Igiene urbana animale dell’Azienda Ulss 9 Scaligera, l’Istituto superiore di Sanità, i medici veterinari liberi professionisti di varie regioni e le Università di Bologna e Sassari. Una volontà alimentata anche da una vicenda di cronaca che, la scorsa estate nel Regno Unito, ha visto la morte di oltre 400 gatti, sia di proprietà che randagi, a causa di una malattia del sangue chiamata “pancitopenia felina”, le cui cause non sono ancora state definite.

In occasione del webinar, è stato presentato il progetto “Coadiuvanti gestione colonie feline – Co.Ge.Co.F”, un’iniziativa nata all’interno dell’Ufficio Ambiente del Comune di Verona e che il Servizio Veterinario di Igiene urbana dell’Ulss 9 ha fatto propria, esportandola in tutto il territorio provinciale. L’obiettivo del progetto è di coordinare fra loro e al meglio le tre figure che la Legge Regionale 60/93 sugli animali d’affezione pone al centro dell’azione di controllo delle popolazioni feline libere sul territorio: i Comuni, i Servizi veterinari pubblici e i volontari (ora “coadiuvanti”).

Il tutto tramite una maggiore qualificazione di queste importanti figure di ausilio, iniziando da una loro codificazione formale, la loro identificazione attraverso un tesserino di riconoscimento e soprattutto tramite una formazione costante attraverso incontri organizzati dai Comuni e dall’ULSS 9 che, lungi dal voler trasformare questi volontari in “clinici” ed esperti in malattie feline, possa fornire loro elementi di conoscenza in campo etologico, nutrizionale e ambientale.

L’idea del Servizio Veterinario è stata quella di utilizzare risorse messe a disposizione della Regione Veneto per creare un software per identificare tutti i coadiuvanti attivi sul territorio, incrociandoli con le colonie seguite, così da avere uno strumento di consultazione costantemente aggiornato in tempo reale, in caso di necessità, sostituzioni, aiuto reciproco. L’obiettivo ambizioso è quello di trasformare i coadiuvanti nella gestione delle colonie feline da semplice manovalanza e aiuto nella cattura e sterilizzazione dei gatti a vere e proprie “sentinelle” del territorio, capaci di individuare eventuali problematiche sanitarie o di comportamento all’interno delle colonie feline e di sviluppare una fattiva collaborazione sia con i veterinari pubblici che con le Amministrazioni comunali di riferimento.

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