Salute

Radioterapia, ecco le novità

La sicurezza è al centro del processo che porta alle sedute di trattamento di Radioterapia, branca dell’Oncologia che vede il coinvolgimento di differenti figure professionali: radio-oncologi, fisici, tecnici di radiologia medica e infermieri. Una catena di passaggi complessa e articolata, che gestisce quotidianamente una mole elevata di dati clinici e tecnici. È necessario ridurre al minimo per il paziente il rischio di errore. In questi anni, l’Unità operativa di Radioterapia dell’Ulss 9 Scaligera, diretta da Francesco Fiorica, ha intrapreso importanti misure per individuare e prevenire eventuali errori.

Un primo importante impegno è stato preso per migliorare il flusso di lavoro e gestirlo in maniera completamente informatizzata attraverso l’integrazione dei sistemi in essere in tutto il percorso medico, tecnico e amministrativo.

«Siamo il primo centro Elekta in Italia – spiega Fiorica – che può garantire il controllo sulla circolarità del trattamento attraverso il sistema informatizzato: dalla presa in carico del paziente, all’elaborazione della Tac di centraggio, ai trattamenti radianti e alle valutazioni infermieristiche e mediche durante la terapia e infine ai controlli di “follow-up” post terapia, obbligatori secondo la Legge 101 del 2020 e alle loro rendicontazioni».

L’iter del paziente viene seguito passo per passo, mediante degli “alert” che indicano le varie scadenze. L’inizio del trattamento viene pianificato in tempo reale già dalla prima visita, con un’attesa massima di 15 giorni per l’inizio della terapia.

Tutti i pazienti vengono trattati con tecniche molto complesse e dispendiose in termini di tempo per permettere trattamenti più brevi e concentrati «la durata media è di soli 13,5 giorni». Per questo motivo l’Ulss 9 ha recentemente acquisito un potente sistema di elaborazione e creazione dei piani di trattamento radioterapici, tra i primi in Italia, con un importante investimento di 200mila euro.

Questa nuova dotazione, insieme al software per l’elaborazione delle immagini radiologiche, permette di ridurre i tempi per la generazione di piani di cura in modo “sartoriale”.

«Abbiamo a disposizione – aggiunge il direttore della Radioterapia – un potentissimo modello di analisi predittiva che consente all’oncologo radioterapista di lavorare con il fisico medico per colpire in maniera sempre più mirata la lesione target e quindi ridurre sempre di più la dose ai tessuti sani».

Il software di elaborazione avanzata di immagini multi-modali (Tac, risonanza, Pet, Spect, ecc.) consente la fusione automatica delle immagini, premettendo di sfruttare al meglio gli esami radiologici già precedentemente eseguiti. Inoltre tale software introduce nel flusso di lavoro l’intelligenza artificiale, che permette di verificare i volumi bersaglio da irradiare e gli organi a rischio da preservare negli esami Tac eseguiti per il posizionamento del paziente.

«Utilizzeremo l’I.A. – conclude Fiorica – per offrire ai pazienti trattamenti radianti “adattativi”, eseguiti sulle modifiche morfologiche e funzionali del paziente stesso. Tutto questo è stato reso possibile grazie all’enorme lavoro dello staff medico, fisico, tecnico ed infermieristico che ha contribuito in maniera sostanziale a migliorare la qualità dell’offerta radioterapica, al Ced aziendale e all’Ingegneria clinica, e alla ditta che ha creduto nel progetto».

Il direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera, Pietro Girardi, si congratula con l’equipe guidata dal dottor Fiorica per «l’impegno e i risultati conseguiti in questa importante attività. Come Azienda siamo molto attenti all’innovazione e soprattutto alla sicurezza dei pazienti. Lo dimostra una volta di più questo investimento in chiave di digitalizzazione, che va nella direzione di una sempre migliore organizzazione ed efficienza del trattamento a vantaggio dei cittadini».

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