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Legnago Salus sempre più giù, la Serie D è ormai vicinissima

Si fa ogni settimana più dura, per il Legnago Salus, che rimane tristamente ultimo nella classifica del girone A della Serie C. Una posizione, quella sul tabellone, che significherebbe ritorno immediato tra i dilettanti, se il campionato si fosse chiuso sabato a Trieste, dove i biancazzurri sono stati superati per 2-0 dagli alabardati, che venivano da un mese di sole sconfitte (4 consecutive), ed avevano la formazione particolarmente rimaneggiata.

Ma quel che aveva a disposizione è bastato a mister Bucchi per tornare a fare bottino pieno, trovando il vantaggio dopo appena sette minuti grazie a una giocata stratosferica di Vincenzino Sardo (sì, proprio quello che, oltre vent’anni fa, fece scalpore perché il Torino investì allora su di lui 120 milioni di lire, per vestire di granata quel bambino napoletano non ancora undicenne che aveva stregato tutti durante un torneo giovanile) che, sguardo da una parte e pallone dall’altra, innesca sulla fascia sinistra Guido Gomez, bravo a servire perfettamente nell’area piccola Marcello Tratta, che da due passi trafigge Edoardo Corvi. Peraltro, il migliore in campo del Legnago.

Sì, perché il giovane portiere scuola Parma, che nelle ultime settimane si è ripreso il posto da titolare a scapito di Manuel Enzo, ha salvato la sua porta almeno in un paio di occasione con interventi di stampo miracoloso, venendo poi supportato anche dalla traversa quando nemmeno le sue manone sembravano poter fare qualcosa per scongiurare il raddoppio, poi arrivato a dieci minuti dal novantesimo, quando l’esterno Galazzi si è inserito come un grissino nel tonno all’interno dell’area ospite, cacciando poi in rete la palla del definitivo 2-0.

Ottenuto dai triestini senza particolari patemi, va detto, visto che il Legnago ha creato poco e, quel poco, lo ha pure malamente sprecato, specie con Maggioni a metà del primo tempo.

E così, da quando c’è Michele Serena in panchina, i biancazzurri incassano la settima sconfitta in quattordici gare giocate, il che significa aver perso una partita su due. Vincendone, al contempo, una sola, all’ultimo respiro contro il Trento, qualche settimana fa.

Un ruolino di marcia non certo entusiasmante, con una media di poco superiore agli 0,6 punti a partita, contro gli 0,9 che aveva collezionato Colella, esonerato dopo la sconfitta di Mantova e le dichiarazioni non certo concilianti rilasciate dal tecnico trevigiano nel post partita.

Ma, nonostante l’andamento lento di questo 2022, la società continua ad avere fiducia in Serena che, a sua volta, è convinto di poter agguantare quantomeno i play-out nella quattro giornate che restano, per giocarsi poi il tutto per tutto agli spareggi.

Per non finire direttamente in Serie D, però, il Legnago non dovrà solamente arrivare almeno penultimo, ma anche stare attento a non ritrovarsi con troppi punti di distacco dalla quintultima, perché sennò i play-out non si farebbero comunque, e scatterebbe ugualmente il salto all’indietro.

Occhi puntati, dunque, non solo su Giana Erminio, Seregno e Pro Sesto, che sui biancazzurri hanno rispettivamente due, tre e quattro punti di vantaggio, ma anche su Trento e Pergolettese, a quota 36.

Quei nove punti di differenza condannerebbero comunque il Legnago; un paradosso, se si pensa che con entrambe le squadre in questione è in vantaggio negli scontri diretti.

Sabato, al “Mario Sandrini”, arriverà il Fiorenzuola, squadra che può ancora essere tirata dentro la lotta salvezza, e che all’andata si impose per 1-0 in maniera clamorosa, tirando in porta due volte, contro le decine di occasioni pericolose create dal Legnago.

In contemporanea, si giocheranno Trento-Pro Sesto e Giana-Seregno: sarà la gara decisiva per i destini dei ragazzi del Bussè.

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