il Pagellone

Legnago, “il Pagellone” del Consiglio comunale del 27 aprile 2022

Il Consiglio comunale di ieri sera si presentava essenzialmente sul soporifero andante e, in effetti, è stato sostanzialmente così. Ma, fortunatamente, ci sono stati dei picchi importanti.

Renato Defendini – 9: L’esponente di “Per una città in comune”, fresco dei 60 anni, ha deciso di lasciare il Consiglio comunale per un impegno che aveva preso verso la sua famiglia. Palazzo de’ Stefani vede così uscire di scena uno dei suoi esponenti più preparati, educati, attenti e signorile. Una persona perbene, di quelle che oggigiorno sono sempre più rare. La politica legnaghese ci perde, ma è giusto che se lo possano godere di più i suoi affetti. NOBILE

Paolo Longhi – 8: Non aspettava altro che il consigliere Tebon dicesse qualcosa sulla retrocessione del Legnago Salus e suoi soldi spesi per sistemare lo stadio. L’assist è prontamente arrivato e lui, da rapace dell’area di rigore, ha dato la zampata segnando un “golazo”. BOMBER

Silvia Baraldi – 7: Veniva da un periodo di appannamento, che finalmente pare essere finito ieri sera, quando è tornata a mostrare gli artigli che, sappiamo, sa tirar fuori eccome. Due anni così e le sue azioni potrebbero impennarsi. REDIVIVA

Luca Falamischia – 6,5: A differenza del solito, stavolta riesce a non cadere nelle provocazioni, rispondendo a tono e con eleganza. Un bel passo in avanti, per lo “Sceriffo”. DIPLOMATICO

Angelo Guarino – 5/6: Per favore, doc, torni in aula!!! La sua sagacia polemica rende un quinto da remoto, e in quest’aula (fortunatamente non sordida, ma certamente un po’ grigia) c’è bisogno del suo piglio. La aspettiamo! ADOMBRATO

Nicola Negri – 5,5: Paga il fatto di non guidare esattamente un gruppo consiliare, quello leghista, di chiacchieroni. Con il risultato di una sovraesposizione che, giocoforza, in qualche caso gli toglie efficacia. Ed è un peccato, perché è uno di quelli bravi. SOVRACCARICO

Simone Tebon – 5: Si è intestardito in questa battaglia anti-calcio, facendo su un pout-pourri tra chi spende per cosa e a chi appartiene cosa. CONFUSO

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