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Villa Bartolomea, il Comune dice “stop” agli allevamenti animali intensivi

Villa Bartolomea dice “stop” agli allevamenti intensivi, ovvero a quegli allevamenti di tipo industriale all’interno dei quali gli animali sono costretti a vivere in spazi ristretti, che spesso sono parzialmente o completamente chiusi. Nel corso della seduta del Consiglio comunale svoltasi mercoledì 27 aprile l’aula ha infatti approvato una mozione presentata da “Prospettiva futuro”, il cui titolo è “Politiche per il superamento degli allevamenti zootecnie basati su pratiche intensive in favore di allevamenti improntati alla sostenibilità e al benessere degli animali».

«Nel 2008 l’Organizzazione mondiale per la salute animale», esordisce l’assessore all’Ambiente e all’Ecologia, Luca Pradella, «ha fornito la seguente definizione del benessere animale: “Un animale presenta uno stato di benessere soddisfacente se è sano, comodo, ben nutrito, sicuro, in grado di tenere il comportamento innato (naturale) e se non patisce disagi riconducibili ad esempio a dolore, paura, sofferenza”».

«Nel 2010 e nel 2015, il Parlamento europeo ha adottato due risoluzioni sulla politica dell’Ue in materia di benessere degli animali. Negli ultimi anni, in Europa si fa sempre più corposa la politica indirizzata alla sostenibilità e al benessere degli animali negli allevamenti zootecnici», ricorda.

Il testo del documento firmato dall’assessore Pradella impegna il sindaco e la Giunta a prevedere, a seguito di richiesta di nuovi insediamenti destinati all’allevamento di animali, una serie di valutazioni sull’impatto ambientale cautelative per la salute pubblica e l’ambiente, nonché ad adottare adeguate misure nei programmi di sviluppo, finalizzate alla transizione delle attività di allevamenti zootecnici verso metodi di tipo estensivo improntati sulla sostenibilità e sul rispetto del benessere animale, a discapito di allevamenti di tipo intensivo, con il coinvolgimento degli allevatori locali.

«Mi sembra quasi una mozione di carattere “difensivo”», osserva il capogruppo di “Liste unite”, Mirko Bertoldo. «Da qualche tempo a questa parte», rivela, «sta girando voce che a Villa Bartolomea nascerà un nuovo allevamento di suini. Pare addirittura che ci sia già la documentazione in itinere; ovviamente non è ancora stata depositata, presumibilmente ciò avverrà dopo le elezioni comunali (che si terranno domenica 12 giugno, nda)».

«Se l’intenzione è quella di passare dagli allevamenti intensivi a quelli estensivi per il benessere animale secondo me, assessore, si doveva introdurre una modifica al Regolamento comunale per la tutela degli animali o al Prg (Piano regolatore generale comunale, nda)», suggerisce.

«Facendo così, in caso di azioni legali da parte degli allevatori, avremmo perso, come è già avvenuto da altre parti», ribatte Pradella. «A mio parere si sarebbe trattato di un’azione forte. Una mozione come questa, da sola, dice poco, al di là del fatto che sorgerà in futuro un allevamento di maiali qua a Villa Bartolomea, e questo lo sa bene anche lei», attacca Bertoldo.

«Sicuramente non se ci sarà il sottoscritto», assicura l’assessore all’Ambiente a all’Ecologia. «Lei, consigliere Bertoldo, dice che questa è una mozione che non ha nessuna forza. Ha invece una forza devastante. Noi abbiamo redatto questa mozione e non abbiamo fatto delle modifiche come quelle ipotizzate da lei perché, il sottoscritto, prima si è andato ad informare», spiega Pradella, «Siccome in tutti i casi in cui si è scelta tale strada il Tar, dopo il ricorso, ha dato ragione agli allevatori, noi non abbiamo fatto altro andare a imitare chi, invece, tramite una mozione che è speculare a questa, ha bloccato, di fatto, gli allevamenti intensivi a favore degli allevamenti estensivi».

«Se qualcuno presenta la richiesta di apertura di un allevamento quando la mozione sarà in vigore, cosa cambierà rispetto ad ora nella praticità? Quali sono i vincoli reali? Come fa questa mozione a fermare un allevamento intensivo?», chiede il capogruppo di “Villa Bartolomea unita”, Giacomo Soardo.

«Questo è un atto di indirizzo politico che, ripeto, impegna la Giunta a fare una serie di valutazioni», chiarisce Pradella, «Essendoci in atto un itinere che è legato ad una mozione, di fatto il parere positivo o negativo è vincolato al fatto che la Giunta ha già precedentemente preso un impegno per compiere una transizione verso gli allevamenti di tipo estensivo. La Regione Abruzzo, con una mozione pressoché identica, ha bloccato tutti gli allevamenti di tipo intensivo».

«Non abbiamo nessuna richiesta relativa all’apertura di nuovi allevamenti, non c’è nulla di concreto. Per ciò che riguarda la mozione in esame, è stato fatto un ragionamento basato sulla conta dei capi presenti sul nostro territorio; noi abbiamo più o meno 7mila maiali, all’incirca uno per abitante. Con la mozione si vuole ragionare in termini di tutela ambientale, territoriale, del paesaggio e della salute degli animali», afferma il sindaco Andrea Tuzza.

«Nessuno è contro gli allevamenti di animali. Semplicemente, sono dell’idea che come territorio abbiamo già dato. Sappiamo bene quanto, in termini di inquinamento, incide un maiale rispetto ad una persona. La mia preoccupazione è frutto dell’ipotesi di un allevamento con numeri importanti. Ho sentito parlare di 40-50mila capi, direi che per il nostro territorio forse è un po’ troppo», replica Bertoldo.

«Io sposo la linea dell’assessore Pradella in merito alla necessità di fare dei passi in avanti per tutelare l’integrità del territorio», dichiara Tuzza. «La mozione va proprio nella direzione di tentare di bloccare questi tipi di insediamenti, perché non solo abbiamo già dato, consigliere Bertoldo, ma siamo in riserva», sottolinea Pradella, facendo riferimento ai valori di CO2 che si registrano a Villa Bartolomea, «Vietandoli tramite regolamento, mi creda, si rischia un ricorso al Tar dove nove Comuni su dieci hanno perso».

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