Economia

Risparmio energetico, l’Atv ha un piano che si basa sulla settimana scolastica corta

L’Europa e l’Italia vanno verso il razionamento delle risorse energetiche? Atv (Azienda trasporti Verona) ha già pronto un piano-proposta per contribuire a raggiungere la quota del 7% di risparmio sul consumo energetico. Una proposta che passa dalla settimana corta delle lezioni scolastiche, provvedimento che, se adottato in modo generalizzato da tutti gli istituti, consentirebbe un sensibile risparmio energetico, calcolato da Atv nell’ordine del 4%.

«Secondo i calcoli dei nostri tecnici, in presenza di alcune condizioni, la concentrazione della settimana scolastica su cinque giorni permetterebbe di razionalizzare il servizio di trasporto dedicato agli istituti, arrivando a risparmiare il 4% di risorse energetiche sulla rete extraurbana e una quota tra lo 0,5 ed il 4% sulla rete urbana», spiega il presidente di Atv, Massimo Bettarello.

«Preciso subito», aggiunge, «che il nostro non è un calcolo economico: con questo piano l’azienda non risparmierebbe denaro perché i minori costi in termini di carburanti sarebbero compensati da un aumento di quelli del personale di guida, che dovrebbe ovviamente allungare l’orario di lavoro. La nostra proposta piuttosto va nel senso di dare un contributo a raggiungere quella quota di riduzione dei consumi del 7% cui sembra ormai scontato si debba tendere a seguito delle indicazioni che ci arrivano dall’Europa».

Per funzionare, però, la proposta di Atv necessita di alcune compatibilità, come specifica il presidente di Atv: «Il piano funziona se l’orario viene adottato da tutti gli istituti della provincia, inoltre è necessario che le ore di lezione del sabato vengano recuperate prolungando l’orario del mattino, senza introdurre rientri pomeridiani che avrebbero bisogno di ulteriori collegamenti, vanificando quindi il risparmio».

A beneficiare maggiormente della razionalizzazione sarebbe la rete dei servizi speciali scolastici extraurbani, molto più estesa ed articolata, ma anche il trasporto urbano potrebbe dare il proprio contributo, oltre che togliendo le corse scolastiche del sabato, anche diluendo la frequenza nelle fasce orarie di “morbida”, ovvero a metà mattino e metà pomeriggio, analogamente a quanto fatto durante l’emergenza sanitaria. Si potrebbe arrivare così anche in città alla soglia del 4% di risorse energetiche risparmiate e di ridotte emissioni inquinanti.

«Chiaramente», conclude Bettarello, «un piano d’esercizio del trasporto scolastico di questo tipo non può essere attivato già a settembre, ma necessita di una programmazione più lunga, verosimilmente dal 1 gennaio. Se il piano d’emergenza nazionale dovesse scattare, dobbiamo prepararci tutti a soluzioni drastiche: la nostra proposta vuole essere un contributo e una soluzione concreta che mettiamo a disposizione delle istituzioni».

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