Cronaca & Attualità

A Terranegra di Legnago sta per prendere il via una campagna di scavi archeologici

Nella tarda mattinata di ieri il Museo Fioroni ha ospitato una conferenza stampa, al fine di illustrare il progetto di ricerca, valorizzazione e divulgazione archeologica “L’abitato protostorico di Terranegra di Legnago”. Esso prevede l’avvio di una campagna di scavi – che verrà svolta dal 13 maggio al 7 giugno – da parte del Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona, sotto la direzione scientifica della professoressa Mara Migliavacca, in collaborazione con la Fondazione Fioroni (in particolare con la dottoressa Valentina Donadel, che ricopre l’incarico di conservatrice del Centro ambientale archeologico di Legnago).

«Si tratta di un progetto estremamente importante, in cui abbiamo creduto sin da subito», esordisce il direttore della Fondazione Fioroni, Federico Melotto, «Questa iniziativa mette insieme varie realtà quali il Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona, l’Esu, l’Amministrazione comunale legnaghese, il liceo “G. Cotta” e il Consorzio di Bonifica Veronese».

«Talvolta la Fondazione Fioroni viene erroneamente percepita come un’istituzione un po’ chiusa, cortocircuitata fra direttore, il presidente, la vicepresidente e qualche benefattore. Si tratta, invece, di una realtà che collabora con gli Atenei di Verona e Padova, con l’Esu e con le istituzioni locali. Il Fioroni è ben altra cosa rispetto ad un museo chiuso su se stesso. Il nostro obiettivo consiste nella riapertura del Museo archeologico romano, attesa da 23 anni», gli fa eco il presidente della Fondazione Fioroni, Luigi Tin.

«Io sono veramente contento di essere qui, perché abbiamo iniziato a parlare di questo progetto un anno fa, e come Amministrazione l’abbiamo immediatamente approvato e portato avanti. Non vedo l’ora che si apra questa campagna di scavi, soprattutto perché coinvolgerà le scuole», afferma il vicesindaco Roberto Danieli.

«In passato l’ente che rappresento si era rintanato nel perimetro cittadino. Da quando abbiamo iniziato il nostro mandato abbiamo stipulato una convenzione non solamente con il Museo Fioroni, ma anche con la Fondazione Salieri. Il nostro compito deve consistere nel valorizzare un intero territorio, così facendo ne ricava un beneficio la stessa città. La Pianura veronese – penso ad esempio a Legnago, a Villa Bartolomea, a Gazzo Veronese, a Isola Rizza – è una miniera assai preziosa per ciò che concerne l’Età del bronzo e quella del Ferro», sottolinea il presidente di Esu Verona, Claudio Valente.

Successivamente a prendere la parola è stata Valentina Donadel, che ha fornito maggiori dettagli riguardo il progetto. A Terranegra di Legnago, negli anni ‘90, è stato scavato un abitato protostorico di grande rilevanza. Il sito di Terranegra ha avuto diversi momenti di insediamento: dopo una prima occupazione nell’Età del bronzo recente, con la presenza di un insediamento arginato, l’area venne poi frequentata dall’VIII al V secolo a.C, quando venne stabilito un abitato relativo alla cultura dei veneti antichi.

Lo scavo d’estensione di alcuni settori di abitato ha fornito molti dati per la ricostruzione delle abitazioni dell’Età del ferro, un caso unico nel panorama dell’età del Ferro del Veneto. Le case, disposte ordinatamente parallele, avevano pianta rettangolare ed erano divise da canalette con funzione di drenaggio per l’acqua e scarico dei rifiuti domestici. Le pareti realizzate in legno e frasche erano sorrette da numerosi pali e il tetto, probabilmente a doppio spiovente, era sostenuto da due o tre grossi pali centrali. All’interno della casa era sempre presente un focolare, costituito da una piastra quadrangolare in argilla scottata.

A partire dal 2022 il Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona ha avviato delle nuove ricerche per portare avanti lo studio completo del sito. Tale azione ha già visto la preziosa collaborazione tra la Fondazione Fioroni e il liceo “G. Cotta”, concretizzatasi nella realizzazione di un progetto di Pcto a cui hanno preso parte, lo scorso anno scolastico, gli alunni dell’allora classe 3a dell’indirizzo classico, con il sostegno del Comune di Legnago e della Regione del Veneto.

Il progetto di ricerca sul sito di Terranegra prevede ora una prima campagna di scavi archeologici della durata di quattro settimane – che, come detto in precedenza, durerà dal 13 maggio al 7 giugno – sotto la direziona scientifica della professoressa Mara Migliavacca e con la partecipazione di un team di studenti, dottorandi e assegnisti dell’Università di Verona. Sono state inoltre attivate delle collaborazioni con la dottoressa Wieke de Neef dell’Università di Bamberg e con il dottor Pierre Péfau dell’École française de Rome.

In occasione della ripresa delle ricerche la Fondazione Fioroni e il team dell’Università di Verona stanno organizzando una serie di attività di divulgazione gratuite, seguite dai professionisti archeologi impegnati sul campo.

A tal proposito meritano di essere posti in evidenza i due “open day in scavo”, in programma il 29 e il 30 maggio alle 11 e alle 15 (compatibilmente con le condizioni metereologiche), che daranno modo ai cittadini che si recheranno al parco di Terranegra di usufruire di interessanti visite guidate. Verranno inoltre organizzati due incontri al Museo ambientale archeologico (il 22 e il 29 maggio alle 18). Infine, domenica 26 maggio, dalle 14 verrà proposto un evento che vedrà il coinvolgimento del gruppo di rievocatori storici “Suliis as Torc”; esso prevede delle attività didattiche (la società dei veneti antichi, costumi e ornamenti, il guerriero e l’atleta, la metallurgia, la lavorazione della ceramica, il banchetto tra cibi e bevande, il ciclo della lana, lingua e scrittura, gli astragali tra gioco e divinazione, apicoltura nel mondo antico), delle dimostrazioni di archeologia imitative (lavorazione a sbalzo del bronzo, lavorazione dell’ambra e del corallo, epigrafia) nonché laboratori e giochi per bambini e ragazzi (manipolazione dell’argilla, la scrittura dei Veneti Antichi, il gioco degli astragali).

Gli scavi – che saranno visitati dagli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, dalle primarie agli istituti superiori – verranno raccontati anche sui social, attraverso una rubrica che prevede tre post a settimana, con contenuti di volta in volta differenti.

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