I mecenati di “International Salieri Circus Award”: Giulia Bonomo (“Mainbi-McDonald’s”)

Nonostante la continua crescita, che di anno in anno porta sempre più prestigio e autorevolezza alla manifestazione, “International Salieri Circus Award” mantiene le radici ben salde a Legnago, dove è nato e si è sviluppato. Questo perché tutta la comunità che lo circonda è un punto cardine ed è proprio in funzione di questa che tutte le sue iniziative possono e continuano ad esistere.
Ogni spettacolo, ogni proposta, ogni azione sono pensate per accrescere il valore di Legnago e per intrattenere, arricchire e coinvolgere i suoi cittadini e le sue cittadine. Seguono questo stesso indirizzo i mecenati di “International Salieri Circus Award”; le donazioni che fanno sono rivolte non solo al festival, ma, considerando una dimensione d’insieme, anche al territorio e alla comunità che fruisce di ogni singola iniziativa, attività ed evento.
Quest’oggi, a raccontare la propria esperienza, iniziata lo scorso anno, a fianco del festival che unisce con maestria arti circensi e musica orchestrale dal vivo, in un connubio unico nel suo genere, c’è Giulia Bonomo, giovane imprenditrice con a sua volta salde radici legnaghesi, e titolare di “Mainbi”, azienda licenziataria di due ristoranti della celebre catena americana di fast food “McDonald’s”, uno a San Pietro di Legnago e l’altro a San Giovanni Lupatoto.
Perché pensa sia importante investire sul territorio di Legnago? Che significato ha per Lei questa città?
Legnago è la mia città d’origine, sono nata qui. Di conseguenza non è solo il luogo dove lavoro, ma è anche dove sono nata e ho costruito la mia famiglia. Quindi in primis è importante a livello affettivo. In secondo luogo, trovo fondamentale investire nella comunità del territorio in cui sorge la mia azienda proprio per creare anche sinergie con questa stessa comunità. Partecipare a questi eventi, ma anche ad altri, organizzati dal comune stesso o da altri enti, porta ad essere sempre vicini e partecipi nella vita della comunità.
Qual è il suo rapporto con l’arte, il teatro, lo spettacolo e la cultura?
Sono una persona che è molto affine con la parte umanistica dell’essere umano, di conseguenza non troverei una vita degna di essere vissuta senza cultura, spettacolo e arte. Questi sono elementi che creano la gioia della vita e la gioia di vivere.
In che modo, nel suo ambito professionale, può trarre beneficio dalla cultura e dalle arti?
Cultura significa conoscenza, quindi riuscire ad avere una visione più aperta rispetto alla propria è fondamentale per uscire dagli schemi e magari porsi degli obiettivi diversi rispetto a quelli che il solo business impone. Quindi anche nel business è importante avere una visione aperta che la cultura, l’arte e lo spettacolo possono dare.
Come vede il futuro della sua attività rispetto al legame con il territorio e con le iniziative culturali locali?
Senza la comunità io non faccio business quindi il mio futuro dipende totalmente dalla comunità e la partecipazione a queste tipologie di progetti mi permette anche di far conoscere quanto una multinazionale, come quella che rappresento io, può essere tangibile e inserita nel territorio. Solitamente quando si pensa alle multinazionali le crediamo isolate nel proprio mondo, noi in realtà viviamo nello stesso paese in cui siamo nati. Senza la comunità io non fare business, è dunque punto cardine e fondamentale della mia società.
Come è nato e come si è evoluto il rapporto con “International Salieri Circus Award”?
Il rapporto è nato due anni fa tramite la famiglia Giarola. Iniziative come quelle che hanno portato a Legnago con il “Salieri Circus” non si erano ancora viste e avere un festival così internazionale in una cittadina è molto raro e fa molto onore, dunque non potevo dire di no. Quello del Salieri Circus è uno spettacolo diverso, ti porta a entrare in comunicazione con arti che non si vedono tutti i giorni. Vediamo degli atleti che diventano artisti è un’opportunità unica e imperdibile.
Quali sfide pensa saranno inevitabili per la sua attività in futuro?
Sicuramente una sfida che portiamo sempre sulle spalle è restare sempre all’avanguardia a livello tecnologico. Spaventa tutti non avere il controllo e delegare all’intelligenza artificiale, ma sono profondamente convinta che questo sia un aspetto positivo dell’avanzamento dei tempi. E credo che l’evoluzione tecnologica possa portare benefici ma anche richieda l’intervento umano e quindi per me è tutto estremamente positivo. Un’altra sfida, che si connette alla prima, è quella delle generazioni. Il mio business è quello del fast food e noi viviamo nelle generazioni future: i bambini che festeggiano i compleanni dentro “Mcdonald’s” poi diventano adulti. Io stessa ero una di quei bambini che erano stati fidelizzati a questo mondo e poi ne sono diventata titolare. Ugualmente riuscire a connettersi con le nuove generazioni e trovare un punto di comunicazione è una sfida enorme ma è anche estremamente entusiasmante.






