Politica

Bovolone, il candidato sindaco Orfeo Pozzani punta il dito sul ricorso ai “politici vip” da parte di Silvia Fiorini

A Bovolone, vista l’importanza del comune nello “scacchiere” politico della Pianura veronese, era lecito attendersi una competizione accesa e serrata tra i vari sfidanti, e i fatti stanno confermando questa previsione. Per conoscere l’identità del nuovo sindaco non è stato sufficiente il primo turno, dato che nessuno dei tre candidati in lizza è riuscito a d ottenere la maggioranza assoluta dei voti.

A contendersi la poltrona di primo cittadino, dunque, saranno Silvia Fiorini che è sostenuta da una coalizione composta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, e l’ex assessore Orfeo Pozzani, appoggiato da una lista civica. La prima si è fermata al 48,95%, mentre il secondo ha conseguito il 40,39%; entrambi puntano a convincere gli elettori che durante la prima tornata elettorale hanno scelto Giuliano Pieropan (a lui è andato il 10,66%) e gli astenuti (l’affluenza è stata del 57,06%). Poiché i numeri dicono che l’esito del ballottaggio – in programma domenica 17 e lunedì 18 ottobre – è tutt’altro che scontato, era ovvio che le due settimane che l’avrebbero preceduto difficilmente sarebbero state contraddistinte da un clima sereno e disteso.

All’indomani dello spoglio delle schede elettorali, sulla propria pagina Facebook ufficiale Silvia Fiorini aveva scritto: «Ora siamo di fronte a un bivio: da una parte ci sono io, Silvia, che mi candido per far rivivere la nostra città con idee e proposte nuove, dall’altra c’è Pozzani che fa politica e amministra il Comune da molto tempo, compresi gli ultimi anni in cui ha dimostrato di essere bravo ad asfaltare le strade, ma di non essere in grado di risvegliare Bovolone». Parole che, comprensibilmente, non erano piaciute a Pozzani e ai suoi sostenitori.

Quest’ultimo, dal canto suo, nelle scorse ore ha esternato il suo disappunto per il modo in cui Silvia Fiorini sta conducendo la sua campagna elettorale. «Non si arresta», si legge in un comunicato stampa, «la carrellata di ‘vip’ che arrivano nella Bassa padana per sostenere il candidato Fiorini, in quella che ormai è diventata la trasposizione nostrana di Davide e Golia. Non era bastato sabato sera (9 ottobre, nda) Giancarlo Giorgetti a dare l’ultima volata, in settimana tornerà per la seconda volta Salvini. Ciò la dice lunga sull’insicurezza degli avversari, che hanno capito che i cittadini a Bovolone non votano i partiti ma le persone».

Oltre che sul secondo comizio bovolonese del leader del Carroccio (il primo si era tenuto domenica 19 settembre), Pozzani punta il dito su quelle che – a suo avviso – sarebbero affermazioni non veritiere circa il contenuto del proprio programma amministrativo.

«Credo sia proprio l’insicurezza a far dar dire loro cose non solo sbagliate ma anche false, per creare confusione tra i cittadini e gettare fango sul mio programma elettorale», asserisce, «Ultima, in ordine temporale, è la voce che mi vedrebbe favorevole alla realizzazione della moschea, ipotesi dell’irrealtà visto che né il sottoscritto né il mio gruppo ha mai affrontato e sulla quale non si è mai pronunciato. Chi ha buttato al vento certe chiacchiere abbia il coraggio di risponderne in prima persona, senza nascondersi sui social, si faccia avanti e si confronti liberamente. Abbiamo fatto del confronto e della disponibilità il nostro marchio distintivo, un valore che ci ha contraddistinto fino ad oggi e che sarà elemento qualificante del nostro amministrare la città».

«Siamo un gruppo nato da mesi , libero e senza supporti extra, ci autofinanziamo e ci stiamo gestendo con le nostre forze e soprattutto con la nostra volontà perché vogliamo che Bovolone sia libero da obblighi e aperto a dialoghi con tutti», conclude Pozzani.

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