I mecenati di “International Salieri Circus Award”: Giovanni Giarola (“General Copper”)

Con l’intervista a Giovanni Giarola, inizia un percorso che vede rinnovarsi la collaborazione tra questo quotidiano e “International Salieri Circus Award”, una manifestazione unica nel suo genere, capace di combinare con maestria le arti circensi e la musica d’orchestra dal vivo.
La manifestazione, che quest’anno taglia il traguardo della quinta edizione, tornerà nella sua tradizionale “casa” legnaghese del Teatro Salieri dal 25 al 29 settembre, proponendo 22 acts in concorso a contendersi il prestigioso “Salieri d’Oro”, che quest’anno avrà una valenza particolare ricorrendo il bicentenario dalla scomparsa di Antonio Salieri. Il festival ideato dal direttore artistico Antonio Giarola e prodotto da “Proeventi” in collaborazione con Ansac (Associazione nazionale Sviluppo Arti Circensi), si è andato via via sempre più affermando come evento di caratura mondiale, anche grazie al prezioso e fattivo sostegno dei cosiddetti “mecenati”; imprenditori che hanno voluto credere nel progetto, e che ospiteremo su queste pagine per ascoltare cosa c’è dietro la loro scelta di unire il proprio brand a quello del “Salieri Award”.
La prima voce che ascoltiamo in questa serie è, appunto, quella di Giovanni Giarola, direttore generale di “General Copper”, azienda operante nel settore dei fertilizzanti in agricoltura, prodotti per l’agricoltura e uso industriale.
Perché pensa sia importante investire sul territorio di Legnago? Che significato ha per lei la città ha dato i natali anche a “Maestro dei Mastri”, Antonio Salieri?
Legnago è il mio paese natale, dove ho fatto le prime esperienze di vita e lavoro. Anche se oggi dirigo General Copper, con sede a Cerea, ho un legame profondo con Legnago. Investire qui significa valorizzare le radici personali e contribuire al rafforzamento di una comunità in cui credo. È un gesto concreto di appartenenza e responsabilità.
Qual è il suo rapporto con l’arte, il teatro, lo spettacolo e la cultura?
Il mio rapporto è stato diretto e profondo: per dieci anni ho lavorato come produttore artistico del “Circo di Stato” del Kazakistan. È un’esperienza che mi ha insegnato disciplina, creatività, gestione delle persone e imprevedibilità delle emozioni. Arrivo da un percorso non convenzionale e oggi porto questo spirito creativo e libero anche nello svolgimento del mio ruolo manageriale.
In che modo, nel suo ambito professionale, può trarre beneficio dalla cultura e dalle arti?
L’arte forma il pensiero critico, insegna a comunicare con impatto e a vedere il dettaglio. Nel mio ruolo alla guida di General Copper applico ogni giorno le competenze acquisite nel mondo dello spettacolo: gestione delle emozioni, leadership partecipativa, cura delle dinamiche di gruppo. La cultura diventa così uno strumento operativo, non solo un valore aggiunto.
Come vede il futuro della sua attività rispetto al legame con il territorio e con le iniziative culturali locali?
Vedo un futuro sempre più connesso tra impresa e territorio. Un’azienda non può limitarsi a produrre: deve contribuire alla crescita della comunità. La General Copper continuerà a sostenere eventi culturali, a collaborare con le associazioni e a promuovere iniziative di carattere sociale, perché credo che sia così che si costruiscono fiducia, reputazione e coesione.
Come è nato e come si è evoluto il rapporto con “International Salieri Circus Award”?
Questo legame è doppio, professionale e familiare. Il “Salieri Circus Award” è un progetto ideato e portato avanti dai miei fratelli: ho visto nascere le idee, le prove, le emozioni. La mia esperienza circense mi ha permesso di riconoscerne la qualità artistica e il potenziale culturale. Sostenere questa iniziativa non è solo una decisione aziendale: è un tributo a un progetto di famiglia e alla valorizzazione del nostro territorio.
Quali sfide pensa saranno inevitabili per la sua attività in futuro?
Le sfide principali riguardano sostenibilità, tecnologia, globalizzazione e capitale umano. Alla “General Copper” stiamo già lavorando su impianti a impatto zero, economia circolare e innovazione. La vera sfida, però, è restare coerenti: continuare a fare impresa con integrità, visione, rispetto per le persone e per l’ambiente. Solo così si crea un successo solido e duraturo.






