Salute

Aulss 9, la consigliere regionale Bigon (Pd) chiede di accelerare le verifiche sugli operatori sanitari non vaccinati

«È giusto, come previsto dalla legge, che gli operatori non vaccinati non lavorino in corsia, ma devono essere accelerate le verifiche per capire chi non può ricevere la dose e chi invece, semplicemente, la rifiuta. Questo vale per l’ospedale San Bonifacio come per tutte le altre strutture del Veneto».

L’invito a una maggiore rapidità nell’esaminare le richieste di esenzione arriva dalla consigliere regionale del Partito democratico Anna Maria Bigon, vicepresidente della commissione Sanità a Palazzo Ferro Fini, dopo le proteste scoppiate al Fracastoro.

«Occorre applicare le regole, anche e soprattutto per dare certezze e trasparenza. Il fenomeno va capito. È da giugno che chiediamo di intervenire, è inaccettabile che ad oggi sia stato vagliato solo un terzo dei casi», ammonisce l’esponente dem.

«L’Ordine dei medici», sostiene, «è giusto che intervenga a salvaguardia di tutti. Sappiamo che il problema è la carenza del personale, ma una gestione del genere non è la soluzione, anzi amplifica i malumori. È bene che i no vax non stiano a contatto con il pubblico, ma deve esserci certezza assoluta sulle ragioni del loro rifiuto, per evitare ingiuste penalizzazioni: un conto è il cambio di mansione, un altro è dover restare a casa in riposo forzato».

«E l’emergenza personale, amplificata da queste incertezze, si risolve assumendo, garantendo una retribuzione che sia in linea con le altre Regioni. In questa partita è doveroso che intervenga lo Stato per per quanto di competenza, ma la Regione, che della sanità ha la gestione e la responsabilità, non può chiamarsi fuori», conclude Anna Maria Bigon.

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