Salute

Donata una colonna laparoscopica al “Mater Salutis” di Legnago

L’Azienda Ulss 9 Scaligera, grazie a una donazione organizzata dal Comune di Legnago su impulso di alcuni imprenditori e con il contributo dei cittadini legnaghesi, ha acquistato una colonna laparoscopica con visione 3d di ultima generazione: la Piattaforma universale image 1s (il totale complessivo del preventivo d’acquisto ammonta a 129.576,55 euro).

Il presidio è destinato alla Uoc di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale “Mater Salutis” di Legnago, diretta da Paola Pomini. Alla cerimonia della donazione erano presenti Pietro Girardi, direttore generale dell’azienda ospedaliera; Denise Signorelli, direttore sanitario Ulss 9 Scaligera; Alessandra Da Ros, della direzione medica del “Mater Salutis”; Graziano Lorenzetti, sindaco di Legnago; Mauro Cinquetti, direttore del dipartimento Materno infantile Ulss 9 Scaligera; Antonio Costanza, dell’Uoc di Ostetricia e Ginecologia del “Mater Salutis” e la già citata Paola Pomini.

«Da questa donazione – ha dichiarato il dg Girardi – si può capire lo spirito che anima l’Amministrazione del Comune di Legnago, i cittadini e gli imprenditori del territorio che hanno pensato al Mater Salutis in tempi di pandemia. Questa colonna laparoscopica, in dotazione ora all’ospedale di Legnago, rappresenta il top delle piattaforme per le soluzioni tecnologiche che adotta. Ringrazio tutti coloro, cittadini, imprenditori, amministratori pubblici, che hanno contribuito alla donazione per l’attenzione che hanno dimostrato nei confronti del “Mater Salutis” e dell’Ulss 9».

Denise Signorelli: «Mi aggiungo ai ringraziamenti del dg Girardi, facendo un augurio di buon lavoro a tutto lo staff della dr.ssa Pomini. Gli investimenti in Sanità devono coniugare, come in questo caso, elementi fondamentali: la sublimazione delle competenze degli operatori, attraverso strumenti sempre più all’avanguardia, e una migliore prestazione offerta alle pazienti, con un’efficacia maggiore nell’intervento e una più rapida ripresa post intervento».

Graziano Lorenzetti, Sindaco di Legnago: «Sono contento ed emozionato: stanno succedendo molte cose positive all’Ospedale di Legnago, e non mi riferisco solo alla presentazione della nuova costruzione. La giornata di oggi vorrei replicarla spesso. Tutto è iniziato durante la prima ondata del Covid: siamo stati contattati da un rappresentante del mondo imprenditoriale che voleva donare all’Ospedale di Legnago una somma cospicua. Ci ha chiesto di confrontarci con la Direzione Generale dell’ULSS 9 per capire quali esigenze avesse il Mater Salutis. Poi abbiamo aperto come Amministrazione Comunale un conto corrente su cui abbiamo versato le donazioni di altri imprenditori e altri cittadini. Questo è il primo strumento acquistato con una parte della donazione. Ringrazio anch’io gli imprenditori e i cittadini legnaghesi, e ringrazio tutta l’ULSS 9 per l’impegno a favore del territorio».

Mauro Cinquetti, direttore del dipartimento Materno infantile Ulss 9: «Sono contento di essere presente a questa donazione e sono soddisfatto che sia servita a procurare questa colonna laparoscopica al reparto della dottoressa Pomini, l’ultimo direttore – in ordine di tempo – a essere inserito nel nostro dipartimento. Abbiamo avuto subito la possibilità di lavorare insieme, con un’attenzione particolare al trattamento di eccellenza da riservare, in questo caso, alle mamme e alle donne in generale. È uno stimolo in più ad elevare lo standard delle prestazioni».

Conclusioni affidate a Paola Pomini: «Grazie a tutti di cuore: questa apparecchiatura, la Piattaforma image 1s, ci permette interventi di alto livello, ottenendo il massimo dalla laparoscopia. La caratteristica principale è l’ottica ad altissima risoluzione. Grazie al monitor in 3d si riesce ad operare sfruttando una visione più realistica e dettagliata del campo operatorio. L’utilizzo, inoltre, di una tecnologia a infrarossi permette di eseguire procedure innovative nell’ambito dell’oncologia ginecologica, visualizzando linfonodi patologici con una modalità molto efficace. Questa attrezzatura consentirà ai medici della UOC di migliorare ulteriormente l’approccio conservativo, trattando patologie ginecologiche con il minimo discomfort per la paziente e riducendo i tempi di recupero post operatori».

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