Legnago, il saldo tra le attività che hanno chiuso e quelle che hanno aperto è positivo

La città di Legnago, rispetto agli altri comuni del territorio della Pianura veronese, si trova in una situazione di crisi sul versante dell’imprenditorialità oppure no? Nei giorni scorsi alcuni organi di informazione hanno sostenuto che, nell’ultimo anno, la “Capitale della Bassa” avrebbe perso 96 aziende e che il settore più in difficoltà è quello del commercio. Ciò ha dato origine ad una polemica politica, dal momento che il gruppo consiliare di minoranza Legnago Futura ha accusato l’attuale Giunta di non aver intrapreso azioni adeguate su questo fronte. L’assessore alle Attività economiche, Gianluca Cavedo, ha voluto fare chiarezza, fornendo numeri diversi rispetto a quelli che hanno animato il dibattito pubblico.
«Il commercio locale, in particolare quello al dettaglio, sta affrontando non da oggi un periodo di cambiamenti significativi, con la crescita esponenziale degli acquisti online da un lato, e la posizione sempre più dominante della grande distribuzione per chi si reca fisicamente in un negozio a comprare», esordisce Cavedo, «Ciò detto, ritengo improprio parlare di “desertificazione di Legnago”, come fanno alcuni. In questi primi mesi del 2025, ad esempio, a fronte di 22 attività che sono cessate, ci sono state 25 nuove aperture – alle quali abbiamo cercato, come Amministrazione, di essere presenti il più possibile, per far sentire sostegno, vicinanza e gratitudine per chi investe nella nostra Legnago –, per cui il saldo è positivo. Certo, cambiano i tipi di attività, alcune sono online (ma anche tra quelle cessate, quindi il saldo rimane positivo anche volendo escludere i “negozi digitali”), magari cambia la distribuzione sul territorio degli esercizi, perché lo sviluppo della città nel suo complesso ha portato a un certo tipo di evoluzione – penso allo sviluppo commerciale, in particolare per quanto concerne il settore food, della ZAI di San Pietro – ma è diverso dal fornire una fotografia che mostra una Legnago molto più in declino di altre realtà».
«Chiaro, dalla grande crisi economica del 2008 è stato difficile per tutti, e da allora sono intervenuti diversi eventi che non hanno certo contribuito a una risalita, pensiamo solo all’evento pandemico del Covid-19 o agli ultimi tre anni segnati dalla guerra in Ucraina, cui si è negli ultimi mesi aggiunto l’imperioso riaccendersi del conflitto israelo-palestinese e, più in generale, l’instabilità in Medio Oriente», osserva.
«Tutti eventi», spiega, «che hanno avuto ricadute dirette anche su di noi, ad esempio con le impennate dei costi energetici, e che hanno impattato a livello generale, non solo su Legnago. Secondo Confesercenti nel 2024, per ogni negozio aperto, quasi tre hanno chiuso, il rapporto peggiore degli ultimi dieci anni; una tendenza che potrebbe portare alla scomparsa dei negozi di vicinato entro il 2034. Stando ai dati camerali elaborati dalla confederazione, tra gennaio e dicembre 2024 in Italia hanno avviato l’attività 23.188 nuove imprese del commercio, mentre ben 61.634 hanno chiuso definitivamente i battenti. Tra il 2014 ed oggi sono sparite, in tutti i settori di attività, oltre 153mila attività di under 35, di cui quasi la metà – 66mila – proprio nel commercio. Nel 2014 le aperture erano state 43.324, pari a poco più di 118 al giorno, mentre nel 2024, il ritmo giornaliero di iscrizioni si è ridotto a 63,5, quasi la metà. Sono dati facilmente reperibile con una ricerca su Internet, e ci parlano appunto di una situazione generale piuttosto allarmante in cui, tutto sommato, mi sento di poter dire che Legnago riesce ancora a difendersi discretamente».
«Questo non significa dire “va tutto bene”, né pensare che il Comune possa dormire sonni tranquilli; il confronto con i commercianti è sempre vivo e attivo, così come l’ideazione e la programmazione, da parte nostra, di tutta una serie di attività e iniziative, artistico-culturali e non solo, per rendere la città più attrattiva, con l’auspicio che questo possa avere una ricaduta positiva sul commercio, permettendo ai negozi già esistenti di incrementare il proprio giro d’affari, e invogliare nuovi imprenditori a investire su Legnago», conclude l’assessore.




