Cronaca & Attualità

La Provincia ha celebrato la 26a edizione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”

Si è tenuta nella giornata di sabato, in videoconferenza, la cerimonia di presentazione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”. L’incontro di Verona è stato promosso dalle associazioni “Avviso pubblico” e “Libera”, in collaborazione con la Provincia.

Sono intervenuti: Manuel Scalzotto, presidente della Provincia di Verona; Daniela Chemi, capo di Gabinetto della Prefettura di Verona; Pierpaolo Romani ed Edi Maria Neri, rispettivamente coordinatore e vicepresidente di “Avviso pubblico” e Chiara Cannella e Claudio Ferrari, referenti del coordinamento e del presidio di Verona dell’associazione “Libera”. Hanno partecipato, inoltre, rappresentanti dei Comuni, delle forze dell’ordine, della scuola e dell’università, dei sindacati, di associazioni, enti e altre istituzioni scaligere. Durante la cerimonia sono stati ricordati i nomi delle oltre mille vittime innocenti delle mafie. Inoltre, il sindaco di Affi, Roberto Bonometti, ha portato la testimonianza di quando, nel settembre del 2014, sono stati sparati diversi colpi di pistola contro la sua abitazione dove si trovava con la famiglia.

«Tra le vittime innocenti della criminalità organizzata – ha ricordato il presidente Scalzotto – ci sono anziani, giovani madri, bambini. Qualcuno, in questi casi, usa la frase “si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Non è una frase corretta, anzi: queste persone si trovavano dove era loro diritto di cittadini stare, nel momento che era loro diritto scegliere. Ma la mafia non riconosce né rispetta le nostre regole e i nostri diritti. Un’organizzazione inaccettabile, anche solo per definizione, perché si pone come un potere altro e criminale rispetto allo Stato».

«C’è una parola molto bella – ha affermato Daniela Chemi, capo di Gabinetto della Prefettura di Verona – in quelle scelte per definire questa cerimonia: ‘impegno’. In prefettura c’è un ufficio antimafia che opera con le forze dell’ordine e altre realtà del territorio, perché questo fenomeno tremendo è purtroppo presente anche nel veronese. Il nostro impegno è vigile, quotidiano, intenso, soprattutto in alcuni settori più sensibili, quali l’edilizia, i trasporti, la finanza, ristorazione e ricezione alberghiera».

«Ad “Avviso pubblico” – ha sottolineato Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale dell’associazione – aderiscono oltre 460 Comuni in Italia: 90 in Veneto e di questi 33 nel veronese. Tra le vittime innocenti che ricordiamo oggi, ci sono anche amministratori e funzionari pubblici che hanno agito con la disciplina e l’onore richiamati dall’articolo 54 della nostra Costituzione. Verona purtroppo non è immune alla criminalità organizzata, lo dimostrano le inchieste che coinvolgono questo territorio come le recenti Taurus e Isola Scaligera e lo dimostrano i numeri: 5 aziende e 100 beni confiscati, 25 interdittive antimafia dal 2015 ad oggi, oltre 1700 operazioni finanziarie sospette nel 2020».

«Questa cerimonia, negli anni, è stata l’occasione per abbracciarci, stringerci le mani, incontrare i famigliari delle vittime. Non è così in pandemia, ma dobbiamo continuare a fare rete per contrastare un fenomeno che è presente anche in Veneto e lo testimoniano le inchieste nel territorio regionale», ha detto Chiara Cannella, portavoce del coordinamento provinciale di Verona dell’associazione “Libera”.

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