Ambiente

Legnago, in municipio si è tenuto un incontro per fare il punto della situazione sulla discarica di Torretta

L’aggiornamento del “Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e speciali”, che è stato approvato nelle scorse settimane, avrà – come ovvio – delle ricadute anche per quel che concerne la discarica di Torretta. Nella giornata di venerdì 12 novembre il sindaco di Legnago, Graziano Lorenzetti, ha indetto un incontro (svoltosi in sala consiliare) con l’obiettivo di fare il punto della situazione.

«Oltre all’Amministrazione comunale», afferma il primo cittadino, «hanno partecipato Lese e Amia, ovvero le due società che, nel veronese, si occupano del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti e gestiscono i due impianti di riferimento per il territorio, vale a dire la discarica di Torretta e il termovalorizzatore di Ca’ del Bue. Era inoltre presente la Provincia di Verona, rappresentata dal consigliere provinciale Sergio Falzi».

«L’aggiornamento del piano stilato dalla Regione del Veneto causerà delle difficoltà alla discarica di Torretta, per via di un’eccedenza di rifiuti sul quantitativo previsto», spiega. «Ho voluto sin da subito confrontarmi e dialogare con la Regione», aggiunge, «che ci ha chiesto di presentare dei progetti. Durante l’incontro ho registrato un’apertura da parte dei soggetti presenti. Sicuramente a questo primo incontro ne seguiranno altri. Per non avere più problemi e criticità legate alla gestione dei rifiuti occorrono delle azioni comuni. Io penso che ce la faremo».

La riunione tenutasi a Palazzo de’ Stefani ha inoltre offerte a Lese l’occasione per illustrare, con il geometra Manuel Marzari, un progetto preliminare di “Razionalizzazione morfologica a completamento e ampliamento della discarica” inerente all’impianto di Torretta.

«Una delle principali motivazioni del presente progetto», si legge nel documento, «risiede nella possibilità di procrastinare il completamento della coltivazione della discarica di un ulteriore decennio, a partire dal 1° gennaio 2026, che consentirà di “traghettare” in sicurezza la gestione degli rsu (rifiuti solidi urbani, nda) della provincia verso lo scenario prospettato dal nuovo Piano regionale rsu. Tale previsione deriva dalla disponibilità di nuovo volume messo a disposizione dal presente Progetto, valutato in 1.200.000 metri cubi, a fronte dei flussi annui previsti di rsu dell’intera provincia di Verona».

«In sostanza», argomenta Lorenzetti, «sarà possibile “allungare” la vita dell’impianto di dieci anni. È stato preso in considerazione anche il post mortem, verrà fatta un’importante opera di riqualificazione ambientale. Pensiamo ad un’area che include vegetazione, come alberi e fiori, e che sia fruibile da parte delle persone». «La proposta di ricomposizione ambientale, che costituisce una delle principali motivazioni del progetto», scrive Lese, «è finalizzata a restituire al Territorio il sito ricomposto con criteri avveniristici e ambiziosi, tali da renderlo un elemento attrattivo dal punto di vista ambientale e turistico».

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