Cronaca & Attualità

Bovolone, un’installazione artistica in piazza Scipioni per celebrare la “Giornata della memoria”

Sei milioni di persone. Sei milioni di vittime innocenti alle quali è stata strappata la vita in nome di un’idea folle, che costituisce una macchia indelebile nella storia dell’umanità. I numeri relativi alla Shoa, ovvero al genocidio messo in atto – tra il 1933 e il 1945 – dalla Germania nazista (assieme ai propri alleati) nei confronti degli ebrei, fanno letteralmente gelare il sangue. Purtroppo, i molteplici conflitti scoppiati dopo il termine della Seconda guerra mondiale (alcuni di essi sono stati assai cruenti, facendo patire immani sofferenze alle popolazioni civili e devastando i luoghi nei quali sono stati combattuti) ci suggeriscono che gridare a gran voce “mai più” non è un mero esercizio retorico, ma un imperativo morale.

Il 1° novembre del 2005 l’Assemblea generale delle Nazioni unite, attraverso la risoluzione 60/7, con l’intento far sì che nessuno dimenticasse a quali nefaste conseguenze possono portare le ideologie intrise d’odio, ha istituito la “Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime della Shoah”. Cinque anni prima, con le medesime premesse, in Italia era nata la “Giornata della memoria”. In entrambi i casi la data scelta è il 27 gennaio; quel giorno, nel 1945, l’Armata rossa liberò il campo di concentramento di Auschwitz, all’interno del quale perirono più di un milione di prigionieri.

Tra i Comuni della Pianura veronese che hanno scelto di celebrare la “Giornata della memoria” attraverso un’iniziativa ad hoc c’è anche quello di Bovolone. «Proponiamo», fa sapere l’Amministrazione guidata dal sindaco Orfeo Pozzani, «un’installazione artistica in piazza Scipioni, un simbolo sia dell’importanza che diamo alla commemorazione di questa data sia dell’impegno costante verso la costruzione di una città unita, accogliente e inclusiva. L’opera nasce prendendo spunto dalla poesia “La Farfalla” del poeta Pavel Friedman, morto ad Auschwitz nel 1944. Nel brano non si parla della morte e del dolore dei prigionieri, e nemmeno si accenna alle fatiche quotidiane o alle violenze subite per il fatto di essere ebrei, dissidenti politici, disabili o altro, ma tutto è incentrato sulle farfalle, simbolo di una bellezza e di una speranza che si rinnovano oltre gli errori e i periodi bui della storia. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e a chi ancora oggi li desidera e approva».

«Solo nel ricordo continuo, e nello studio del passato, troveremo gli insegnamenti per ritrovarci come comunità e non permettere mai più che la rabbia e l’ignoranza di pochi distruggano la vita e la gioia di molti», sottolinea l’ente.

L’installazione, nelle mattine del 27 e 28, sarà visitata dalle classi quinte della primaria e dalle classi terze della secondaria di primo grado degli istituti scolastici di Bovolone. Grazie alla presenza degli assessori Silvia Trarivi ed Emanuele De Santis, bambini e ragazzi ripercorreranno insieme gli eventi storici e i significati dell’Olocausto, così da vivere un’esperienza sia artistica che educativa. «Noi siamo figli della storia, anche quella dolorosa, ma il dolore più grande sarebbe non imparare nulla dalla storia e dai nostri errori», dichiarano i membri della Giunta.

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