Arte & Cultura

Cerea, la consigliere comunale Alessia Rossignoli “dona” un murales al paese

Il giornalista e conduttore radiofonico Peppino impastato, assassinato dalla criminalità organizzata il 9 maggio del 1978 per mettere a tacere le sue denunce contro le attività di Cosa nostra, aveva dichiarato: «Bisognerebbe educare la gente alla bellezza, perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore».

È con questo spirito che la consigliere comunale di Cerea Alessia Rossignoli ha voluto commissionare la realizzazione di un nuovo murales, che andrà a riqualificare una zona attualmente degradata del centro cittadino. L’opera, eseguita nella giornata di domenica 13 febbraio dall’artista di origine cubana Pablo Manuel Denis Nuñez – in arte Pablos Graffiti – ha l’obiettivo di valorizzare un edificio abbandonato situato nei pressi della chiesa della Beata Vergine, dunque proprio alle porte di Cerea.

Tra i temi che Pablos Graffiti ama rappresentare compare spesso la natura con la sua infinita biodiversità; per Cerea, il graffitista ha realizzato uno scorcio del parco Vallette, accompagnato dall’immagine di un airone in volo. L’immobile su cui è stato eseguito il murales è posto lungo via Vittorio Veneto, al civico 31. Si tratta di un’abitazione che da diverso tempo risulta abbandonata. In accordo con uno dei proprietari dello stabile, l’artista si è occupato anche della sistemazione di alcune parti d’intonaco attualmente non in perfette condizioni.

Alla performance artistica del writer ha assistito la stessa Rossignoli, che dal 2017 ricopre il ruolo di consigliere comunale per il gruppo civico “Coccinella Cerea”. «In questi anni Cerea mi ha regalato tanto», sottolinea Alessia Rossignoli, «lavorare per i miei concittadini mi ha consentito di riempire di significato il mio ruolo e di crescere come persona; per questo desidero ricambiare con un regalo rivolto a tutti, portando la bellezza di un murales in un tratto del nostro paese caratterizzato dal degrado e dall’abbandono».

Il risultato finale – perfettamente in linea con i principi fondanti della street-art e della sua filosofia – è quindi una nuova opera d’arte da condividere con tutti i cittadini, come ribadisce la consigliere comunale: «L’arte è per sua natura inclusiva perché consente a tutti di riflettere e ispirarsi, proponendoci di guardare con maggiore attenzione alle cose che contano davvero, spesso trascurate: mi è sembrato un bel modo per accendere la luce in un punto dove è rimasta spenta per troppo tempo. Credo sarebbe bello e doveroso estendere questa luce anche su altri spazi trascurati del nostro bellissimo paese».

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