Salute

Gioco d’azzardo, totem multimediali in azienda per lo screening dei lavoratori

In seguito all’emanazione del Piano regionale per il Contrasto al gioco d’azzardo patologico, il dipartimento delle Dipendenze dell’Azienda Ulss 9 Scaligera ha attivato un Piano aziendale di intervento che prevede, tra le varie attività, la “costruzione e sperimentazione di un modello di prevenzione ambientale e selettiva mediante screening specifico”.

Si tratta di un progetto di prevenzione e di sensibilizzazione rivolto ai giovani adulti che lavorano a Verona e provincia, attraverso l’istallazione nelle aziende disponibili di due totem multimediali interattivi che permettono di compilare, in forma anonima, un test di autovalutazione del rischio sui propri comportamenti di gioco, con esito immediato e la possibilità di ricevere tutte le informazioni necessarie per affrontare eventuali criticità.

«L’obiettivo – spiega Marta Pezzini, educatrice professionale dell’Uoc Dipendenze di Verona – è quello di raggiungere precocemente le persone affette da gioco d’azzardo problematico, fornendo strumenti e informazioni utili per rivolgersi ai luoghi di cura, anche attraverso una help-line telefonica, per orientarsi e mettersi in contatto con i servizi territoriali competenti e consentire una valutazione più approfondita da parte di personale specialistico dedicato e gratuito».

I due totem multimediali, con software sviluppato e installato da Humatics Srl, spin-off dell’Università di Verona, sono stati installati nei primi giorni di novembre 2021 presso la sede di una grande azienda veronese, a disposizione dei dipendenti.

Dai dati raccolti da questa prima collaborazione con il settore aziendale, emerge che poco più della metà dei lavoratori (56,34%) che hanno compilato il test di autovalutazione ha riscontrato di essere un “giocatore non problematico” (punteggio 0). Il 16,9% dei dipendenti risulta invece esposto al rischio di sviluppare un comportamento patologico al gioco. Un numero significativo dei lavoratori, pari al 26,76%, ha totalizzato un punteggio maggiore a 3, che corrisponde a un risultato rappresentativo per coloro che possono manifestare “problemi di gioco”. Di questi, il 14,08% ha valutato i propri comportamenti di gioco secondo un indice di gravità medio-elevato, che connota “problemi seri di gioco”.

«I dati raccolti – conclude Pezzini – rappresentano un’importante base di partenza per un confronto futuro con le altre realtà aziendali che aderiranno al progetto. Inoltre, la restituzione dei risultati ai partecipanti permette di intervenire sul problema per tempo, evitando conseguenze gravi».

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