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Le scuole paritarie che aderiscono a Fism hanno partecipato alla “Giornata formativa d’inizio anno”

Auditorium Calzedonia stracolmo sabato 12 novembre, a Dossobuono, per la “Giornata formativa d’inizio anno” organizzata da Fism Verona, la Federazione italiana delle scuole materne, che da cinquant’anni tutela e assiste le strutture paritarie, d’ispirazione cristiana, a Verona e provincia. Ben 1.300 persone, fra educatrici, coordinatrici e gestori delle 175 scuole associate si sono date appuntamento per condividere buone prassi e aggiornare le competenze.

«Ogni giorno offriamo esperienze di alta qualità educativa a 14.137 bambini, nella fascia 0-6 anni, grazie all’impegno di duemila persone che lavorano nelle nostre scuole e a un migliaio di volontari attivi nei comitati di gestione», sottolinea la presidente di Fism Verona, Luciana Brentegani. «Due terzi dei bambini, in Veneto, frequentano le scuole dell’infanzia paritarie Fism», osserva, «Sono numeri importanti, che raccontano il nostro servizio insostituibile per la comunità. Perciò chiediamo un riconoscimento pubblico effettivo, affinché la parità, che ci è riconosciuta dalla legge (la n. 62 del 2000, ndr), non rimanga solo sulla carta, ma sia una parità anche dal punto di vista economico». «Oggi non è così, c’è una disparità», denuncia, «Lo Stato investe circa 7mila euro a bambino nelle scuole dell’infanzia statali, mentre eroga 700 euro per ogni bambino che frequenta le scuole dell’infanzia paritarie. Quello che chiediamo non è un privilegio, ma un diritto».

Sul tema è intervenuto anche il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili. «Le scuole Fism sono una presenza significativa dal punto di vista della qualità e della quantità: nel 35% dei comuni della provincia di Verona sono le uniche strutture per l’infanzia presenti, in grado di garantire il diritto all’educazione di bambini e bambine. Colpisce positivamente che tantissime famiglie ritengano l’educazione un aspetto che le coinvolge in prima persona, senza delegarla ad altri: è un’esperienza preziosa, a cui è necessario dare continuità», dichiara.

Fism Verona rappresenta l’80% dell’offerta all’interno del mondo delle scuole dell’infanzia paritarie; di tutte le scuole dell’infanzia, presenti in città e provincia, il 53% è targato Fism. Il tema “Spazi per”, al centro dell’appuntamento formativo, è stato declinato in due modi. I 150 presidenti e componenti dei comitati di gestione si sono confrontati in un tavolo tecnico, ospitato al vicino Hotel Veronesi La Torre, dove hanno potuto scambiarsi suggerimenti e buone prassi. Il restante personale educativo, invece, ha seguito un approfondimento sulla progettazione in itinere.

Dopo l’intervento di Francesca Balli, vicepresidente di Fism Verona e referente del coordinamento pedagogico 0-6, affiancata da Laura Campagnari, quattro scuole hanno illustrato come hanno rivisto gli spazi, allo scopo di valorizzare il protagonismo del bambino. Diverse le esperienze raccolte, dall’utilizzo dei materiali alla maggiore frequentazione degli esterni; le hanno raccontate le referenti del nido di Belfiore, delle scuole dell’infanzia di Roverchiara, Stallavena e “Nori Princivalle” di Verona. Entrambi i gruppi, poi, hanno ascoltato la relazione “La bellezza nutre l’anima”, di don Domenico Consolini, assistente spirituale di Fism Verona.

Infine, è stato fatto un primo bilancio del progetto “La bottega dei talenti”, grazie al quale le gemelle Caterina e Francesca Santin, affette da una grave disabilità fin dalla nascita, sono entrate come “maestre di inclusione” in cinque scuole dell’infanzia di Fism Verona (Salizzole, Monteforte, Castelnuovo del Garda, San Massimo e “I Cuccioli”, struttura interna a Calzedonia).

A conclusione dei lavori, è stato presentato il nuovo sito Internet www.fismverona.it; dal mese prossimo sarà rinnovato nella veste grafica e reso più accessibile ai genitori, che potranno trovare informazioni e cercare in modo semplice i servizi offerti dalle scuole.

«Il rincaro dei costi energetici e del costo della vita, la carenza di personale abilitato all’insegnamento, l’aumento del costo del personale legato al doveroso rinnovo del contratto collettivo nazionale sono le grandi sfide che dobbiamo affrontare: siamo però abituati a darci da fare e ritrovarci tutti insieme, dopo tre anni, ci aiuta anche visivamente a ricordarci che uniti possiamo fare rete e superare le difficoltà, continuando a offrire un servizio di qualità ai bambini e alle loro famiglie», conclude la presidente Brentegani.

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